Shikantaza, Sé, Vuoto, Tempo e Particelle Subatomiche

particelle_subatomiche_8513Pochi giorni sono passati da una intensa seduta di meditazione, solo 40 minuti. Molto proficui. Spesso leggiamo manuali anche minuziosi su vipassana e samatha, mentre i testi zen sulla shikantaza rimangono un po’ sospesi, descrivendo più i benefici e spesso con un linguaggio sfuggente. Ovviamente il perché risiede nel fatto che noi siamo esseri sfuggenti, se non lo fossimo, non ci sfuggirebbe mai di mano il motivo della nostra sofferenza esistenziale. Dopo 20 minuti un primo insight, o meglio mi si è chiarito meglio il rapporto tra shikantaza e altre tecniche meditative: la shikantaza che non ha oggetto di meditazione ma è semplicemente “stare seduti”, cioè dare libero compimento al fatto che esistiamo nel qui e ora, di fatto è una tecnica che utilizza samatha e vipassana allo stesso tempo. Più approfondiamo la concentrazione, e invece di focalizzarci su una cosa per restringere l’analisi dell’esperienza, apriamo di più il nostro raggio fino a includere tutta l’esperienza percettibile (per quanto è possibile). Il “non-oggetto” di meditazione (ora parlo anche io in modo sospeso e sibillino come il buon zen insegna) è il processo attentivo stesso. Da qui una serie di insight progressivi, che per semplificare enumererò: Continua a leggere

Siamo esseri umani o ruminanti?

atom-heart-mother-41Oggi vorrei parlare del pensiero ruminante, che in India paragonano a una scimmia che salta continuamente da una liana a un’altra. Proprio così noi passiamo da un pensiero all’altro senza nemmeno digerirlo completamente.
Avete mai fatto caso che quasi mai riusciamo a stare senza il ronzio del pensiero in testa? Camminiamo, guidiamo, e a volte anche in compagnia alterniamo la nostra attenzione alla conversazione ai nostri pensieri.

E un pensiero tira l’altro, si pensa al domani, a ieri, ma non si vive mai il momento presente. Esiste un pensiero presente, vi chiederete? Certo che esiste, c’è il pensiero per risolvere un problema, c’è il pensiero per le persone che ci sono vicine, il pensiero che produce condivisione e confronto. E il confronto è conforto. Continua a leggere

Rabbia e sentimenti negativi durante la meditazione

hulk-angry-closeupUn amico di penna mi ha fatto la seguente domanda:

“Quando leggo in libri o spiegazioniosservate i vostri pensierioppure osservate le emozioni” ho questo dubbio colossale: se sono in un momento di distrazione non può esserci concentrazione (e quindi non riesco a osservare nulla) e quando finalmente per caso ritorno alla concentrazione (e quindi al silenzio mentale)  non posso osservare i pensieri della distrazione ma semmai osservo lo strascico del ricordo perché il momento di distrazione è appena passato pochi secondi fa! Pratico Vipassana (Goenka) ma mi son preso una pausa perché mi tira fuori una rabbia davvero forte e fastidiosa (non meditando non mi succede) e non riuscendo ancora a osservarla mi crea problemi a livello emotivo.”
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L’atteggiamento durante la meditazione: alcuni problemi

drowning_3Parlavo giorni fa con un amico su un suo problema durante la meditazione di consapevolezza buddhista.
Durante la pratica gli accadeva di iniziare a porre attenzione al respiro, poi passava a una sensazione, ma il respiro diventava frammentato, la mente si agitava, osservava l’agitazione e si sentiva affogare. L’unica soluzione per sfuggire a questa sgradevole sensazione era seguire la mente che vuole tornare al respiro. Continua a leggere

Mindfulness 2: coltivare la consapevolezza

ESERCIZIO DI MEDITAZIONE

In una delle posture comuni: Loto, mezzo Loto, Birmana, Indiani d’America o su una sedia senza poggiarsi allo schienale e con i piedi ben saldi sul suolo.

[Questo esercizio, questo testo l’ho ripreso dalla pagina facebook de I Paladini del Dharma. L’ho trovato particolarmente chiaro ed efficace. Ho solo cambiato qualche parola qua e là, per rendere più accessibile il testo a quanti non hanno dimestichezza con termini buddhisti, anche se riportati nella traduzione italiana] Continua a leggere