Perché il presente aumenta la responsabilità?

Cats_atthe_BeachTempo fa al Centro Meditazione Roma, dove curo corsi di meditazione buddhista con un amico e psicologo molto preparato, ho raccontato dell’esercizio che faccio tutti i giorni quando cammino per andare a lavoro. Quando i pensieri partono in automatico e me ne accordo, li riporto alla presenza mentale. A questo punto questa costruzione di pensieri e idee strampalati crolla senza macerie e mi ritrovo a vedere vera strada, a sentire il traffico e i rumori, il fresco o il caldo dell’aria; ritorno al presente.

Pochi giorni fa mi trovavo sulla spiaggia, nella prima domenica di sole quasi primaverile. Un ottimo clima per la proliferazione mentale e il pensiero ruminante, quello che la tradizione chiama mente di scimmia, cioè la mente che si lancia con abilità da un pensiero all’altro, senza nessun fine, se non quello di evitare il presente. Molto suadente quanto infruttuoso, perché un po’ è vivere sulle idee e il pensiero invece di godersi l’infinità possibilità del presente. Continua a leggere

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Il Buddhismo è distacco dal mondo?

distaccoNo.
Talmente è assurdo questo luogo comune che questa sarebbe l’unica risposta ragionevole.
Ma a ragionare non si fa mai peccato.

Il più grande fraintendimento tutto occidentale è quando un buddhista dice che pratica il non attaccamento. Il buddhismo e altri percorsi orientali di fatti praticano il non attaccamento.
Innanzi tutto dobbiamo chiarire che il significato di quella parola in indiano antico ha un significato ben preciso, diverso dal nostro attaccamento. Io personalmente credo che un sano attaccamento alle persone
sia necessario. Se sono attaccato in modo sano a una persona, non posso non volere che sia felice anche se per esserlo io la dovessi perdere.

Attaccamento in indiano antico ha questa definizione: substrato grazie al quale un processo attivo è tenuto in essere o in esistenza. carburante, provvista, scorta, provvigione. Continua a leggere

Desiderare è il problema?

BuddhasMessageIn questi giorni sto leggendo Buddha, Freud e il desiderio di Epstein. Per la seconda annualità (di molti anni fa) con Corrado Pensa alla Sapienza di Roma, chiesi come programma un approfondimento della psicologia transpersonale. E lo psichiatra-psicoterapueta Mark Epstein fu di gran lunga la lettura che più mi convinse. La transpersonale sembrava molto risentire dell’eccentricità degli anni Sessanta e della flower generation, anche se tutti gli autori che lessi erano preparatissimi e scrupolosi nella loro ricerca, una ricerca indirizzata alla sintesi tra psicologia occidentale e tecniche orientali di meditazione e non solo. Continua a leggere

Perché meditare e a cosa serve la mindfulness

L’espressione pali, cioè nella lingua originale, per la meditazione di visione profonda è vipassana bhavana.

Bhavana viene dalla radice bhu e significa crescere, diventare, quindi nella espressione che analizziamo ha il senso di coltivare, cioè coltivare la mente. Vipassana è composta da passana, cioè vedere e percepire, più il prefisso vi  dai molti significati, in questo caso il significato della parola è quello di guardare all’interno con profondità, guardare le cose con chiarezza. Continua a leggere

che cos’è l’attaccamento – parte 1

2attacSpiegare cosa sia il concetto di attaccamento per il buddismo non è cosa semplice. Il termine in lingua originale, la lingua pali, è upadana, e nel buddhismo esistono quattro forme di attaccamento:

1. quello relativo al godimento degli oggetti sensoriali,

2. quello relativo alle opinioni, teorie e speculazioni,

3. quello relativo all’osservanza di precetti e voti o regole morali,

4. quello relativo alla credenza di un sé o un’anima. Continua a leggere