Il Buddhismo è distacco dal mondo?

distaccoNo.
Talmente è assurdo questo luogo comune che questa sarebbe l’unica risposta ragionevole.
Ma a ragionare non si fa mai peccato.

Il più grande fraintendimento tutto occidentale è quando un buddhista dice che pratica il non attaccamento. Il buddhismo e altri percorsi orientali di fatti praticano il non attaccamento.
Innanzi tutto dobbiamo chiarire che il significato di quella parola in indiano antico ha un significato ben preciso, diverso dal nostro attaccamento. Io personalmente credo che un sano attaccamento alle persone
sia necessario. Se sono attaccato in modo sano a una persona, non posso non volere che sia felice anche se per esserlo io la dovessi perdere.

Attaccamento in indiano antico ha questa definizione: substrato grazie al quale un processo attivo è tenuto in essere o in esistenza. carburante, provvista, scorta, provvigione. Continua a leggere

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Il LIBRO – “Felice come un bambino”

libroOKMassimo Paradiso, Felice come un bambino, Castelvecchi Editore – collana Ultra 2014, pp. 142, euro 12.50.

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Un breve e divertente saggio contro il mal di vita, l’ angoscia esistenziale e le ansie quotidiane. Un piccolo prontuario per la nostra insoddisfazione quotidiana alla luce delle teorie dell’attaccamento di John Bowlby e quelle dell’attaccamento buddhista. Continua a leggere

Rabbia e sentimenti negativi durante la meditazione

hulk-angry-closeupUn amico di penna mi ha fatto la seguente domanda:

“Quando leggo in libri o spiegazioniosservate i vostri pensierioppure osservate le emozioni” ho questo dubbio colossale: se sono in un momento di distrazione non può esserci concentrazione (e quindi non riesco a osservare nulla) e quando finalmente per caso ritorno alla concentrazione (e quindi al silenzio mentale)  non posso osservare i pensieri della distrazione ma semmai osservo lo strascico del ricordo perché il momento di distrazione è appena passato pochi secondi fa! Pratico Vipassana (Goenka) ma mi son preso una pausa perché mi tira fuori una rabbia davvero forte e fastidiosa (non meditando non mi succede) e non riuscendo ancora a osservarla mi crea problemi a livello emotivo.”
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L’atteggiamento durante la meditazione: alcuni problemi

drowning_3Parlavo giorni fa con un amico su un suo problema durante la meditazione di consapevolezza buddhista.
Durante la pratica gli accadeva di iniziare a porre attenzione al respiro, poi passava a una sensazione, ma il respiro diventava frammentato, la mente si agitava, osservava l’agitazione e si sentiva affogare. L’unica soluzione per sfuggire a questa sgradevole sensazione era seguire la mente che vuole tornare al respiro. Continua a leggere

Desiderare è il problema?

BuddhasMessageIn questi giorni sto leggendo Buddha, Freud e il desiderio di Epstein. Per la seconda annualità (di molti anni fa) con Corrado Pensa alla Sapienza di Roma, chiesi come programma un approfondimento della psicologia transpersonale. E lo psichiatra-psicoterapueta Mark Epstein fu di gran lunga la lettura che più mi convinse. La transpersonale sembrava molto risentire dell’eccentricità degli anni Sessanta e della flower generation, anche se tutti gli autori che lessi erano preparatissimi e scrupolosi nella loro ricerca, una ricerca indirizzata alla sintesi tra psicologia occidentale e tecniche orientali di meditazione e non solo. Continua a leggere

che cos’è l’attaccamento – parte 1

2attacSpiegare cosa sia il concetto di attaccamento per il buddismo non è cosa semplice. Il termine in lingua originale, la lingua pali, è upadana, e nel buddhismo esistono quattro forme di attaccamento:

1. quello relativo al godimento degli oggetti sensoriali,

2. quello relativo alle opinioni, teorie e speculazioni,

3. quello relativo all’osservanza di precetti e voti o regole morali,

4. quello relativo alla credenza di un sé o un’anima. Continua a leggere

Concetto chiave per capire l’angoscia: l’assenza del Sé

Nel secondo discorso del Buddha, il Discorso sul contrassegno del non-sé, l’Anattālakkhana Sutta, egli dice:

“O monaci, la forma materiale [la forma fisica] non è il Sé . Se la forma materiale fosse il Sé, questa forma materiale non condurrebbe all’afflizione, e della forma materiale si potrebbe dire: ‘La mia forma materiale sia così, la mia forma materiale non sia così’. Ma poiché la forma materiale non è il Sé, essa conduce all’afflizione, e della forma materiale non si può dire: ‘La mia forma materiale sia così, la mia forma materiale non sia così”. Continua a leggere