Il terror vacuo di perdersi nel niente durante la meditazione

schermata-2017-01-03-alle-11-18-15Alcune righe su alcune problematiche delle meditazioni contemplative di visione profonda (vipassana, shikantaza ecc.).

A volte, queste tecniche possono dare la sensazione di un momentaneo annichilimento della mente. Un cadere nel nulla. Quasi un non esistere.

Sono passaggi segnalati già in testi antichissimi, e non bisogna temere nulla. Se non la spiacevole coincidenza di essere seguiti in una specifica terapia. La meditazione non è adatta a tutte le persone, quindi per evitare un acuirsi del problema affrontato con il terapeuta, è sempre bene sentire il suo parare prima sulla meditazione: se praticarla o meno.

Detto questo, tali momenti sono normali. In parte sono momenti in cui tocchiamo con mano la teoria dell’anatta, cioè sperimentiamo il famoso non-sé della tradizione buddhista. Ed è un momento che può dare slancio a una pratica ancora più proficua.

Altre volte segna semplicemente uno stand-by della proliferazione mentale, cioè la nostra mente che chiacchiera, chiacchiera e non riesce mai a starsene zitta.

E per noi contemporanei è abbastanza normale, perché siamo bombardati di stimoli e la mente ne è drogata. In assenza di questi, la mente va in astinenza. Ed ecco il terrore per il nulla, la cessazione dell’attività mentale.

Qual è il suggerimento? Dare meno importanza a queste chiacchiere e notare altre attività della mente che in effetti non scompaiono: la mente percepisce ancora il corpo, fastidi e dolori dovuti alla postura corretta, caldo freddo e umido, rumori di fondo, rumori stradali, vociare di persone, il respiro, la semplice percezione dell’esserci, così come il pensare o avvertire di esseri inghiottiti nel nulla… anche perché se così fosse, non ci sarebbero percezioni.

Quindi, state tranquilli. Nulla di nuovo. In realtà la mente sta tirando finalmente il fiato, sgombera di parole su parole su parole. Oppure siete nel pieno di una sintomologia dissociativa della personalità.
In ogni caso, la prima cosa è esplorare altre percezioni e stimoli per rassicurarsi che tutto funziona e ogni cosa è ancora al suo posto. Poi permanere e sperimentare questa situazione. Se il fastidio è troppo forte, smettere di meditare. E parlare con un maestro o istruttore di meditazione se seguite corsi meditativi.

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