Buon Senso vs Rinascita?

come-funziona-e-come-costruire-un-pendolo-di-newton_c09d342df871eeb6e28430cf089774b8La mia personale posizione, che tiene conto delle differenti visioni, è quella di  fare i conti con la contemporaneità: molti che praticano il Dhamma (me compreso) seguono il percorso etico e meditativo, che riconosco come il cuore dell’insegnamento del Buddha storico. Molti occidentali praticanti (sempre me compreso) non credono nella rinascita, da qui la domanda: il non credere alla rinascità preclude la possibilità di seguire il percorso?

Prendiamo il Nobile Ottuplice Sentiero, è possibile metterlo in atto senza credere nella rinascita?
Io credo proprio di sì. Possiamo praticarne l’aspetto etico, quello concentrativo e meditativo. Tutti e otto i suoi raggi di azione.

Quella fievole voce che sta lentamente e con fatica acquisendo un corpo, cioè il buddhismo occidentale indigeno, probabilmente rinuncerà ad alcuni elementi della tradizione di partenza, specialmente tutto ciò che non può essere dimostrato e soggetto a verifica. Perché questa è la nostra attitudine esperienziale (non molto differente dal Buddha stesso). Il Buddhismo ha sempre cambiato aspetto e si è sempre modificato con la nuova civiltà ospite, e con ogni probabilità non differirà da noi.

Cito solo Cūḷa Māluṅkyāputta Sutta come riferimento del dato esperienziale fenomelogico su quello metafisico. Per la mia interpretazione di questo sutta, la rinascita è relagata oltre la possibilità di farne esperienza. Quindi seguendone l’insegnamento, non posso utilizzare nel mio percorso qualcosa di cui non posso fare e averne testimonianza.

Possiamo andare anche di logica e buon senso senza chiamare dalla propria parte i testi:
chi  ritiene che la rinascita è parte integrante e indivisibile dall’insegnamento del Buddha storico, è più che giustificato dal Canone Pali. Qui la rinascità è ben esplicitata, non c’è dubbio.

Ma a questo punto coloro che credono nella rinascità dovrebbero credere anche alle numerose divinità presenti nel Canone, perché la rinascita fa parte di “ciò che è oltre l’essere umano” e riguarda l’aspetto religioso e metafisico.
Qui una breve lista di divinità presenti nel Canone: Indra, Āpo, Vayo, Tejo, Surya, Pajapati, Soma, Yasa, Venhu, Mahadeva, Vijja, Usha, Paṭhavi, Sī, Kuvera, gli yakkha, i gandhabba, i nāga, Garuḷa.

E i seguenti regni, sempre presenti nel Canone: regno dei Deva, regno degli Asura, umano ovviamente, animale, regno dei Preta o spiriti affamati, e il Narake più o meno l’inferno e il purgatorio.

Non ci sono vie di mezzo, il pacchetto o lo prendi tutto oppure accetti l’idea che si possa tentare una lettura logica, esperienziale, razionale e funzionale del canone.

La rinascità fa parte de l’al di là del buddhismo (e altre religioni asiatiche) e rientra negli aspetti metafisici del Dhamma, come le divinità, i demoni e i regni ultraterreni poco sopra citati.
E’ un pacchetto all-inclusive, non possiamo estrarre solo alcuni elementi.  Anche e sopratutto perché il Buddha con queste divinità e questi demoni ci parla, dialogano insieme.  Quindi è accaduto e reale come la rinascita. Perché della rinascita il Buddha ne parla e in sutra molto importanti, ma non abbiamo altre prove nei testi se non quella del Buddha nel Canone Pali (e nei testi delle tradizioni a seguire). E’ possibile mettere in dubbio la Sua parola su queste questioni, mentre sulla rinascita no?

Per me il risveglio o liberazione è solo la fine della sofferenza esistenziale in questa vita. Per  chi crede ai testi no.

Senza questi elementi metafisici non ci troviamo di fronte solo al benessere, il rilassamento e una migliore relazione con gli altri.  La liberazione è NEL mondo e non DAL mondo, nel senso che i suoi frutti si consumano qui, da questa parte di esistenza, e possono beneficiarne tutti.

Ovviamente ci muoviamo nell’ambito delle possibili interpretazioni.
Con un piccola ma: possiamo dimostrare un piccolo fatto, cioè che la meditazione calma la mente. O che il sentiero etico dell’Ottuplice Sentiero migliora le relazioni interpersonali e intrapersonali. Quindi noi, non la scienza, dimostriamo a noi stessi e sperimentiamo queste cose e possiamo provarle ad altre persone.
Chi potrebbe dimostrare la propria rinascita? Cioè questa esperienza dovrebbe essere riproducibile (ad eccezione di particolari patologie o disfunzioni) da altri.
Qualcuno è in grado di dimostrare la rinascita e di renderla un’esperienza riproducibile?

La mia solo è un opionine, che ritengo sensata, e che per me non è oggetto di divisione con chi la pensa differentemente.

Vorrei solo aggiungere che ha molta rilevanza con la discussione su deva, yakkha e regni celesti, perché la rinascita fa parte della “ricompensa” così come i regni celesti dove ci sono questi demoni e dei. Si rinasce in uno di quei sei regni, lo dice il Buddha nel Canone. Non possiamo prendere solo una parte della metafisica. Non è separata la questione.
O si accetta tutta la metafisica dalla rinascita e oltre, oppure questa credere alla rinascita è una posizione interpretativa dei testi –  discutibile e attaccabile – quanto la mia.

Chi crede alla rinascita ma non alle divinità e i regni celesti dei testi buddhisti è più vicino al mio punto di vista che ai sutra.

E rimarrebbe  sempre da dimostrare la rinascita e renderla riproducibile. Altrimenti è vero Manitu, Odino, Cherubini, Troni e Serafini: o è plausibile tutto l’indimostrabile o non lo è.

Concludo invitando alla lettura di questo articolo di Ajahn Sumedho su Kamma e Rinascita.

(ringrazio Giulio, sostenitore della rinascita, per questo articolo. Nato grazie al nostro scambio di idee)

Annunci

2 pensieri su “Buon Senso vs Rinascita?

  1. Giuliano ha detto:

    Certamente e’ possibile praticare l’ottuplice sentiero senza credere nelle rinascite, ma cosi’ facendo lo isoleremmo dalle quattro verita’ (o meglio: “dati di fatto”) di cui fa parte.
    Le quattro verita’ rappresentano il rinascere nel condizionato intessuto di sofferenza e la sua cessazione definitiva attraverso un metodo che ne sradica le cause.

    Possiamo prenderci il metodo senza sapere dove conduce? Credo che sia meglio prenderlo che non prenderlo, ovvero e’ comunque meglio praticare, anche escludendo la possibilita’ che ci siano le rinascite. Tuttavia in questo modo si perdono strumenti che, a detta dei testi, il Buddha riteneva fondamentali, inclusa una visione panoramica e penetrante del percorso di liberazione, capace di conferire al contempo uno slancio e una direzione imprescindibili alla pratica stessa.
    Parafrasando una riflessione di Ajahn Brahmali da una conversazione con Batchelor che linko di seguito, se il Buddha ha parlato di rinascita, deve esserci qualcosa di molto importante in questo insegnamento (https://www.youtube.com/watch?v=MuHi9Zpx7zo).

    Con questo non voglio affatto svalutare la pratica di chi, per giustificabilissime inclinazioni culturali, ha difficolta’ a prendere in considerazione quegli insegnamenti in cui si parla di rinascite: non penso assolutamente che una credenza cieca aiuti, anzi apprezzo la prudenza che ho trovato anche in queste pagine.
    Credo invece che sia proficuo aprirsi alla *possibilita’* che questi insegnamenti abbiano una funzione specifica nel sentiero per il risveglio, soprattutto se presi non come una certezza dommatica, ma come una direzione effettiva per un’investigazione empirica.
    Grazie di nuovo.

    PS: come avevo risposto nel thread precedente, il Cūḷamaluṅkyasutta in realta’ confermerebbe l’importanza della rinascita negli insegnamenti del Buddha. Suggerirei, sperando di non suonare presuntuoso, di leggerlo molto attentamente, perche’ mi sembra contenga una miniera di spunti e, sebbene di fatto prioritizzi la pratica, implica anche che secondo il Buddha occorre distinguire con molta attenzione tra cio’ che ha insegnato e cio’ che invece non ha spiegato perche’ non conduce al risveglio: il Cūḷamaluṅkyasutta mi pare l’ennesima conferma che la rinascita appartiene alla prima categoria.
    In altre parole, il Cūḷamaluṅkyasutta sottolinea la priorita’ della pratica, ma implica anche che ogni insegnamento del Buddha (quindi la stessa idea di rinascita) e’ finalizzato al risveglio e appartiene a quel sentiero che al risveglio si volge.

  2. Giuliano ha detto:

    errata corrige: nel primo rigo, invece che “senza credere nelle rinascite” si legga “rigettando l’idea di rinascita”. “Credere” e’ un termine che puo’ suggerire una visione acritica, cosa che mi sembra poco auspicabile, indipendentemente dal proprio punto di vista sul tema.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...