Meditanti novizi & piccoli problemi

gattoHo appreso la meditazione buddhista, per l’esattezza la vipassana,nei corsi all’Ameco tenuti da Corrado Pensa per due anni. Erano incontri di meditazione guidata, cioè a ogni incontro l’istruttore ci diceva cosa fare passo passo.
All’epoca avevo sostenuto solo il primo esame di buddhismo alla Sapienza di Roma, anche se erano ben 12 libri, non avevo metabolizzato i concetti, erano ancora nozioni di superficie.
Quindi vado a questo corso, dopo pochi incontri già ci avevano detto cosa fare, del resto era semplice. Ma alla fine del primo anno mi accorsi che io non facevo la vipassana, perché anche se per praticarla basta fare 4 cose, queste 4 cose sono intuitive ma abbastanza sfuggenti: sembra che e invece no… e così per mesi.
Da questa esperienza, virai i miei studi universitari dalla filosofia buddhista alle tecniche meditative, per capire come divulgare meglio queste 4 cose che hanno un aspetto facilissimo da comprendere ma così sfuggente nell’atto pratico.
Poi mi sono accorto che è sfuggente non per la tecnica, ma in  quanto una tecnica basata sulla nostra mente, se la nostra mente è sfuggente, lo sarà anche la tecnica.

Col tempo e con degli amici, sono riuscito a trovare il modo per accorciare i tempi di comprensione della tecnica, ma sempre un po’ di tempo ci vuole.
Per esempio: con le mie prime piccole classi di amici, dopo 2 o 3 volte tutti avevano capito cosa fare, ma solo dopo 8 o 10 incontri guidati si accorsero che anche se avevano capito, non avevano capito.
Come disse il buddha: la mia dottrina è difficile da spiegare. Poi la tradizione dice che Brahma lo convinse a diffondere il Dharma.
La difficoltà nasce dal fatto che , ahimé, una cosa è capire concettualmente la tecnica e altra è capirla esecutivamente.

Iveri effetti delle tecnichemeditative come vipassana o shikantaza hanno bisogno di tempo per essere esperiti, compresi e applicati. Del resto, quando pratichiamo la meditazione, l’inibizione delle cellule neuronali che riduce lo stress è il primo e subitaneo effetto che proviamo, ma i veri effetti arrivano e li capiamo dopo: anapanasati dopotutto  non è una tecnica di rilassamento.

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2 pensieri su “Meditanti novizi & piccoli problemi

  1. Daniele ha detto:

    Quindi che io ti chieda quali sono queste 4 cose per fare la vipassana è di per sè una domanda senza risposta o si riesce comunque a definire qualcosa?

    • buddhismoquotidiano ha detto:

      il primo consiglio è di cercare un buon maestro. il secondo è di comprare il libro di henepola gunaratana dal titolo la pratica della consapevolezza. il terzo è il mio, cioè ti dico quelle 4 cose, ma senza un maestro in carne ed ossa, un po’ lo sconsiglio:

      siedi nella posizione classica di meditazione, inizia a seguire il respiro che entra e esce o nelle narici o nei movimenti del diaframma. segui in questo modo il respiro che entra e quello che esce. concentrati in questo. quando ti assale un pensiero, o il vortice di pensieri, problemi e prodotti mentali ti portano via e te ne accorgi, tu torna al respiro. in genere, se non hai mai meditato, non riuscirai a stare 5 minuti sul momento presente del respiro che entra e esce, ma verrai proiettato spesso nel vortice dei pensieri.

      quando noti che i pensieri sono meno invadenti, e la mente è abbastanza stabile sul respiro, scegli un oggetto di meditazione: può essere la tua mente in quel momento così come è… se turbata, eccitata, intorpidita e così via. oppure degli stati emotivi, delle sensazioni.

      stai con l’oggetto di meditazione, e tutto quello che accade non giudicarlo, ma osservalo. non attaccarti e non avversare nulla di quello che appare e succede in meditazione.

      semplice, nel qui e ora, stai con quello che osservi. qualsiasi distrazione sorga, dai un nome, etichettala, poi torna sull’oggetto di meditazione. magari ti distrae il prurito o un dolorino alla gamba. tu etichetta: prurito, dolore, rumore di strada ecc. e torna all’oggetto di meditazione. se questo oggetto inizia a presentare lati nuovi o comunque qualcosa di nuovo, tu etichetta anche questo e osserva senza mente giudicante, senza sforzo eccessivo. se l’elemento che ti disturba è troppo forte, trasformalo in oggetto di meditazione.

      se riesci a fare questo per 15 o 20 minuti è molto buono. dovrai, nel tempo, arrivare a praticare almeno 40 min consecutivi.

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