Il senso di colpa e il buddhismo

colpadogDavid Loy asserisce: “la colpa è divenuto un immenso problema per l’uomo moderno e sembra  peggiori col passare del tempo. Freud comprese un immenso senso di colpa come prezzo che dobbiamo pagare per l’avanzamento nella cultura umana e nello sviluppo della civilizzazione.”

La domanda più importante da porsi al riguardo è: che cosa nasconde la nostra fragilità? Che sia anch’essa riconducibile a un profondo senso di colpa?

David Loy aggiunge: “Il problema fondamentale non è la colpa, ma l’incapacità a vivere.  Dal momento che niente è più doloroso della paura del dover sopportare l’assenza di forma (o del sé comunemente detto), abbiamo quindi bisogno di proiettare questa assenza su qualcosa perché solo così possiamo gestirla”.

Il peccato e la colpa sono delle cause della sofferenza esistenziale, del vivere quotidiano, e non uno strumento per risolvere questa sofferenza, perché sono essi stessi reificazioni del senso del sé per fronteggiare la mancanza del sé.

Colpa e peccato sono forme di controllo, ma mancando il controllore, cioè il sé autoreferenziale o egoriferito ( il normale egocentrismo che tutti abbiamo) , cessano immediatamente anche essi; il senso di colpa spesso può rivelarsi una sottile forma di egocentrismo.

David Loy suggerisce: “la critica buddhista al sé implica che l’ansia è essenziale al sé o ego perché è la risposta alla sua propria assenza, un qualcosa di più immediato pericolo rispetto alla paura della morte futura ”.
Ovvero, questa ansia esistenziale presente nel senso di colpa e nel peccato è un camuffamento del sé, dell’ego per mascherare una più dolorosa paura: l’assenza del sé, il vuoto che ci lascerebbe questo sé, un vuoto difficile da affrontare senza rimanere atterriti, e anche il terrore strisciante della morire.

Il problema maggiore è che la nostra società forma e diffonde un senso del sé forte, opposto proprio all’assenza del sé, perché una società individualistica funziona solamente come un insieme di individualità egoistiche. Ma lo scotto da pagare è un dilagante aumento dell’ansia, che infatti oggi ha dimensioni epidemiche. Ma questa ansia, il senso di colpa, il peccato, nascondono il vero problema, cioè l’egocentrismo,  e inoltre sono forme di controllo del sé, dell’ego per difendersi.  In pratica, per eliminare l’ansia dovremmo comprendere la verità scoperta dal Buddha, ovvero che il sé non esiste così come lo intendiamo noi. Ma l’ego si ribella a questa “scoperta” generando una falsa identità, cioè il sé o l’ego, e per dare più forza a questo inganno ti dice: ma non senti questo dolore, questo senso di colpa? Se lo senti significa che c’è qualcosa, che c’è questo sé questo ego, altrimenti chi è che sente questo dolore, il dolore della colpa?

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