Il senso di insoddisfazione quotidiano e costante

Molte volte alcune persone, magari tu, a volte io, si sentono  insoddisfatte. una sorta di malattia non grave, ma silenziosa, mai acuta ma che è sempre lì, dentro di noi.

Quello è il mal di vita, cioè il normale dolore della vita. Quando il Buddha storico raggiunse l’illuminazione, la prima cosa che disse fu: Il mondo è dolore. Questo passo è importante, e l’impegno che prese fu quello di liberare dalla sofferenza gli esseri senzienti. E le persone sono esseri senzienti. Noi sentiamo, a differenza delle rocce e dei minerali. E sentire implica sentire tutto, i fenomeni che possiamo percepire per il fatto che siamo fatti come siamo fatti, e soprattutto sentire il bene e il male, il piacevole e la sofferenza. Se l’essere umano non sentisse la sofferenza, non sentirebbe nulla.

I buddhisti chiamano questa “patologia” carattere insoddisfacente della vita. Che è qualcosa di più sottile, diffuso e continuo della normale sofferenza, che magari ha un esplosione molto dolorosa e poi passa.

Questa insoddisfazione alla lunga genere ansia, ansia per semplici cose, ansia in tutti i giorni solamente perché la nostra vita è quella che è  niente di più. Ci manca sempre qualcosa.

Ci manca l’affermazione sociale e lavorativa, una relazione sentimentale, la stima dei nostri amici, il coraggio di fare, la saggezza di non fare scelte sbagliate, ci manca l’autostima.

Ma questi sono pensieri di una persona sofferente che si sta ritirando sempre più in se stesso, aumentando il proprio egocentrismo senza accorgersene nemmeno. E l’egocentrismo accentua il senso di mancanza e quindi il carattere insoddisfacente della vita, cioè quest’ansietta dolorosa.

C’è un problema con il nostro sé, con quello che noi riteniamo che sia: ogni volta che allarghiamo il confine tra il nostro sé e gli altri aumenta l’egocentrismo e con esso il senso di insoddisfazione, da qui l’insorgere dell’ansia cronica, del mal di vita.

Il confine tra il nostro sé e quello degli altri in realtà è un confine disegnato come quello nelle mappe geografiche: se tu ti rechi fisicamente su quel confine non vedrai nessuna riga che separa, non c’è nulla sul terreno che fa capire dove inizia uno Stato e ne comincia un altro, condividono lo stesso terreno, la stessa vegetazione la stessa erba. CONDIVIDONO LA STESSA ESPERIENZA perché è la stessa terra, è un’unica terra!
I confini sono utili convenzioni e basta. Non esistono confini così netti nelle relazioni tra persone. E l’egocentrismo crea l’illusione di confini netti tra noi e gli altri.

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2 pensieri su “Il senso di insoddisfazione quotidiano e costante

  1. Piero C ha detto:

    Un bel lavoro, un blog sinceramente interessante e ben fatto. Penso che potrebbe essere utile un escursurs storico sulle origini del Buddismo e sulla sua successiva suddivisione in varie linee di pensiero. Ma sicuramente ci sara’ occasione in seguito per addentrarsi in queste tematiche.

    Pero C.

    • buddhismoquotidiano ha detto:

      Un escursurs storico sulle origine non mancherà.
      sempre in un formato breve, come gli altri post per
      non alterare la linea editoriale del blog: poche parole per concetti chiari.

      Grazie per il commento (e le buone parole)

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